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LE CHIESE Stampa

ImageIn fondo a via Favagrossa, introdotto da un bel cannocchiale prospettico costituito dai palazzi neoclassici Camozzi e Mina - Tentolini, sorge imponente il Duomo di Santo Stefano, neoclassico, costruito alla metà del XIX secolo su progetto di Fermo Zuccari. La struttura, preceduta da un pronao, è a croce greca, con cappelle laterali, profondo coro e maestosa cupola su tamburo (alta circa 60 m). All'interno numerose sculture (tra cui emergono quelle di G. Albertolli e di P. Civeri) e una ricca quadreria (opere di C. Agosta, Malosso, Moncavallo, C. Gavasetti, G. Diotti, sec. XVI - XIX).

ImageIn prossimità del Duomo sorge il vasto complesso monastico di Santa Chiara, fondato nel 1504 ed esteso nel corso del XVIII secolo. Oggi è sede dell'Istituto Postuniversitario Santa Chiara. All'esterno spicca il profilo ottagonale con doppia galleria della chiesa, consacrata nel 1531. A questo corpo di fabbrica, che costituiva la chiesa pubblica, è annesso un corpo comunicante, rettangolare e voltato a botte, che costituiva la chiesa monastica. Qui si possono osservare interessanti affreschi appartenenti a cicli cronologicamente distinti e in parte sovrapposti.

ImageSussidiaria del Duomo è la Chiesa di San Francesco, in via Cavour, di origini molto antiche, ma ricostruita in forme neogotiche dopo il rovinoso incendio del 1919. Conserva al suo interno numerose opere d'arte: un pregevole Cristo morto in marmo attribuito allo scultore tardogotico Jacopino da Tradate, un affresco su colonna del XV secolo, numerose tele sei-settecentesche (di F.Monti, G.Cignaroli, F.Chiozzi, Mastelletta) e resti di quadraturedi G.B. Zaist.

ImageAll'interno di Casalmaggiore una storia parzialmente autonoma fu quella del Borgo di Sotto, quartiere popolare abitato dai lavoratori del Po: qui si concentrava infatti la maggior parte dei traffici legati al fiume. I principali edifici del quartiere erano le due chiese, la Parrocchiale di San Leonardo e la Chiesa di Santa Maria del Popolo. La prima, di origine quattrocentesca, è stata oggetto di ripetuti rifacimenti: sulla facciata spicca un Leone di San Marco che resta a testimonianza del periodo di dominazione veneta sulla città. All'interno si conservano due pregevoli tele settecentesche di  G. Guerrini e la Pala dell'altare di P. Araldi. La Chiesa di Santa Maria del Popolo è meglio conosciuta come "Chiesa dell'Ospedale" perchè attigua al complesso dismesso dell'ex Ospedale degli Infermi. Eretta nel 1577 ad opera della Confraternita della Morte, presenta una volumetria esterna rettangolare entro cui se ne articola una ottagonale con cupola. L'interno, interamente decorato, conserva una serie di tele e affreschi del pittore locale Marcantonio Ghislina (1676-1756). A lungo sussidiaria della Parrocchiale, è attualmente chiusa al pubblico.

ImageFuori dal centro abitato, oltre la ferrovia, lungo la vecchia strada che collega Casalmaggiore a Sabbioneta, sorge il Santuario della Beata Vergine della Fontana, retto in origine dai Serviti e affidato dal 1902 ai Cappuccini. Costruito nella seconda metà del XV secolo sul luogo di una fonte ritenuta miracolosa. Lo stile della chiesa è prevalentemente gotico. Nella facciata tripartita spicca un ricco portale rinascimentale in cotto. L'abside centrale, poligonale, è molto sviluppato in altezza per la presenza del presbiterio sopraelevato e della cripta. La navata centrale, delimitata da pilastri poligonali, è coperta da una maestosa volta a botte di disegno classicheggiante, mentre le volte delle campate laterali sono a corciera. Numerosi gli affreschi conservati nel santuario, di epoca variabile dal XV secolo al XVII secolo: oltre all'immagine venerata della Madonna del latte, nella cripta, si ricordano il ciclo con le storie di Giovanna d'Arco e numerose immagini votive di Madonne. Pregevoli i paliotti policromi in scagliola degli altari (sec. XVII). Nella seconda cappella di sinistra è presente la stele funeraria del pittore Francesco Mazzola, detto il Parmigianino, morto nel 1540 a Casalmaggiore, dove si era rifugiato da Parma perché perseguitato dalla giustizia. Secondo la tradizione il Parmigianino sarebbe morto in una cascina poco distante (una lapide commemorativa è presente lungo il Viale del Santuario).

 
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